"Non è l’uomo per lo sport, ma è lo sport per l’uomo" - (Card. Dionigi Tettamanzi).
Lo sport può contribuire in modo significativo al bene integrale della persona, a patto che non venga inteso come il tutto della vita umana. Non è affatto automatico che lo sport sappia educare; per questo ci proponiamo, attraverso l’attività sportiva, di far comprendere e interiorizzare i valori che sono alla base della vita cristiana e della convivenza sociale: la lealtà, la legalità, il sacrificio, la gratuità, il perdono, la condivisione e la libertà.
La prospettiva cristiana non si limita ad inserire qualche atto religioso, quasi ad integrazione della pratica sportiva, ma vuole introdurre uno stile che va oltre l’aspetto puramente tecnico, evitando l’agonismo fine a se stesso. Ciò che ci spinge è la convinzione che il Vangelo non ha zone d’ombra; anzi esso ha molto da dire al mondo dello sport. Questo era l’obiettivo di Gesù: “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. L’obiettivo dello sport, in senso cristiano, si presenta così: imparare a vivere.
Ogni attività promossa è focalizzata alla valorizzazione della persona, nella convinzione che a ciascuno sono stati affidati doni preziosi; ogni soggetto coinvolto nell’azione educativa della società è chiamato a scoprire questi doni in se stesso e negli altri, per poterli valorizzare mettendoli a servizio di tutti. Crediamo in un modello di uomo non massificato e vogliamo favorire il più possibile un’esperienza di personalizzazione in un contesto comunitario dove la diversità non sia motivo di separazione o emarginazione, ma occasione di arricchimento reciproco.
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